La realizzazione di un emissario per “dare un’uscita al lago del Fucino” era nella mente di Giulio Cesare perché le acque che si accumulavano nel bacino del lago che non aveva un emissario naturale, si disperdevano attraverso cavità carsiche insufficienti a mantenere il livello dell’acqua del lago; negli anni di abbondanti piogge, non garantivano la sicurezza delle terre coltivate nella zona intorno al lago.
Il progetto venne realizzato dopo molto tempo dall’imperatore Claudio; i lavori durarono 11 anni (41 -52 d.c.) e furono impiegati 30.000 operai. Le difficoltà tecniche furono enormi tanto che Plinio, che aveva visitato i cantieri del costruendo emissario, parla della grandezza dell’opera riferendo testualmente che “…tutti i lavori (sono) eseguiti sottoterra, nelle tenebre, i quali non possono essere immaginati se non da quelli che li hanno visti, nè possono essere descritti con parole umane..”
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