Capistrello
Le prime notizie di Capistrello risalgono al 1156 d.C. quando viene citato in una bolla papale che stabiliva i confini della diocesi dei Marsi; ulteriori notizie si hanno nel corso degli anni successivi e viene sempre citato come paese di confine della diocesi.
Il suo essere posto a guardia della stretta gola montana che rappresentava l’unica agevole via di comunicazione tra l’entroterra abruzzese ed il territorio campano, tra le colonie di Alba Fucens e Sora, ha sicuramente caratterizzato il suo territorio.
Nell’interno del paese non si rinvengono testimonianze delle epoche più antiche, ricoperte dalle costruzioni che si sono succedute nei secoli o distrutte dalla mano dell’uomo come la torre medievale che si ergeva sulla sommità del paese arroccato alle pendici del monte Arezzo; il suo territorio è però ricco di resti che vanno da lV-IV secolo a.C. in poi con un succedersi continuo di popolazioni che vi si sono insediate ininterrotto nel tempo: i Marsi, i Romani, i Longobardi, i Franchi, i Normanni. A questi sono succedute le diverse dominazioni feudali caratterizzanti tutto il regno di Napoli e rappresentate soprattutto dalle grandi famiglie romane degli Orsini e dei Colonna. Questi ultimi hanno dominato il paese dal 1465 fino all’abolizione della feudalità nel 1806 determinandone le sorti usufruendo dei forti gettiti fiscali che ricavavano dalle varie gabelle imposte sul territorio tra le quali la “gabella del passo”, che già nel 1277 Carlo D’Angiò aveva concesso all’abbazia della Madonna della Vittoria di Scurcola, ai diritti sulla molitura dei cereali riscossi attraverso l’unico mulino del luogo la cui presenza si può far risalire al XI secolo quando i Conti di Celano donarono al Monastero di Montecassino un mulino nel territorio di Capistrello.
Poiché territorio di confine, il paese è stato continuamente esposto anche a saccheggi ed attacchi da parte di diversi eserciti; Alexandre Dumas padre, nel suo romanzo Luisa Sanfelice, rese celebre la battaglia che avvenne nei pressi del paese fra l’esercito rivoluzionario francese e le squadre sanfediste comandate dal brigante Pronio.
Fu soprattutto al termine della seconda guerra mondiale che questo suo essere luogo di passaggio obbligato venne a pesare grandemente sulla sua popolazione: divenne l’immediata retrovia del fronte di Cassino subendo una dura occupazione militare che portò dolori e lutti fra la gente del paese e dei paesi limitrofi. Fra i vari lutti che furono causati dalla occupazione tedesca la strage dei 33 martiri di Capistrello va ricordata come una delle più efferate, compiuta a guerra ormai conclusa il 4 giugno 1944, giorno dell’entrata in Roma dell’esercito alleato.
Oltre lo sbocco dell’Emissario di Claudio nel suo territorio è possibile incontrare altre emergenze archeologiche quali:
- I centri fortificati italici (V-IV secolo a.c.) della Rotella di Collalto e di Fossa Rotonda;
- I resti del ponte romano (II sec. a.c.) sotto l’abitato della Frazione di Pescocanale;
- I resti della torre medievale in località Colle della Guardia
- I resti del Castello normanno di Girifalco, al di sopra della frazione di Corcumello;
- Il borgo di Corcumello con la sua cinta muraria inglobante interessanti palazzi rinascimentali e chiese tardo-gotiche e pregevole ambone del XIII secolo;
- L’acquedotto di monte Arunzo del I secolo d.c. caratterizzato da una galleria sotterranea di circa 2700 metri e da una porzione, sita nei campi Palentini, sopraelevata su un enorme terrapieno;
- Di epoca più recente, legati ai lavori di rifacimento dell’Emissario del Fucino e ai primi tentativi di sfruttamento delle sue e ottimi esempi di archeologia industriale, sono:
- la chiesa di Santa Barbara, costruita nel 1855-58 da Alessandro Torlonia nel luogo ove esisteva il maggior cantiere dei lavori di prosciugamento;
- le fornaci Stinellis e Bonanni, costruite per la produzione della calce;
- la centrale idroelettrica di Torlonia
- a Pescocanale: i resti delle centrali idroelettriche Coray e Liberi di un mulino ed una gualcheria;
- il mulino Boschi e il mulino Bianchi in località Cupone
- i resti di una Cartiera e un ulteriore mulino in località Peschere
- la chiesa di Santa Barbara, costruita nel 1855-58 da Alessandro Torlonia nel luogo ove esisteva il maggior cantiere dei lavori di prosciugamento;
