Capistrello
Le prime notizie di Capistrello risalgono al 1156 d.C. quando viene citato in una bolla papale che stabiliva i confini della diocesi dei Marsi; ulteriori notizie si hanno nel corso degli anni successivi e viene sempre citato come paese di confine della diocesi.
Il suo essere posto a guardia della stretta gola montana che rappresentava l’unica agevole via di comunicazione tra l’entroterra abruzzese ed il territorio campano, tra le colonie di Alba Fucens e Sora, ha sicuramente caratterizzato il suo territorio.
Piazza Centrale
Oggi è estremamente difficile riconoscere in questo luogo una piazza, essendo tutto lo spazio occupato dalla strada.
L’attuale fisionomia del posto è il risultato di numerosi interventi sia della natura (terremoto del 1915) che dell’uomo.
Le Cagnarelle
Le “cagnarelle” sono una particolarissima figura molto diffusa lungo tutto il corso del XX secolo a Capistrello connotandolo in modo molto particolare insieme a quello di altre figure tipiche del paese: i minatori e gli scalpellini.
Questa tipica attività è tutta compresa nel nome stesso; “cagnarelle” è un termine derivato dalla voce dialettale della parola “cambiare” che si traduce con “cagnàë” o “scagnàë” anche se in questo caso specifico nella traduzione in italiano sta ad indicare “barattare” / ”baratto”, e veniva svolta prevalentemente dalle donne del paese.
